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No, i denti del giudizio sono da estrarre solo quando sono mal posizionati e rischiano di compromettere la salute dei denti vicini. Capita infatti che alcuni denti del giudizio non erompano completamente in arcata, creando infiammazioni ricorrenti della gengiva, tasche parodontali e addirittura carie dei denti adiacenti. Denti del giudizio mal posizionati sono difficilmente raggiungibili durante lo spazzolamento dei denti ed è proprio a causa della placca batterica sempre presente sulla loro superficie che vanno incontro, più frequentemente degli altri denti, a questo tipo di probemi.

I denti da latte, chiamati anche denti decidui, sono in tutto venti. Per ogni arcata ci sono 4 incisivi, 2 canini e 4 molaretti. Il primo dente permanente che erompe in arcata all’età di 6 anni è il primo molare. Esso compare posteriormente ai molaretti senza comportare la perdita di alcun dente da latte. In genere molti genitori non si accorgono di questo nuovo dente fino alla perdita dei primi denti da latte. Dopo l’eruzione del primo molare, infatti, avviene la perdita degli incisivi decidui per lasciar spazio a quelli permanenti.
La prima fase di permuta dei denti dura in genere dall’età di 6 anni fino all’età di 8 anni e prevede la comparsa del primo molare e la sostituzione degli incisivi. C’è poi una fase di apparente stallo, in cui si parla di dentizione mista, composta cioè da denti da latte ma anche denti permanenti. La seconda fase di permuta comincia all’età di 10 anni e si completa in genere all’età di 12 anni. In questa fase vengono cambiati i premolari, i canini e compare il secondo molare. C’è comunque molta variabilità nelle tempistiche della permuta dei denti e in genere le femmine sono più precoci dei maschi.

Quando manca un dente ci sono di solito due alternative per rimpiazzarlo con una protesi fissa. Si parla di protesi perchè si realizza un “dente finto” del tutto simile agli altri denti. La prima scelta oggi è rappresentata dall’impianto dentale: cioè una vite in titanio che inserita nell’osso è come una “finta radice” con lo scopo di supportare la “finta corona”. La seconda scelta è invece rappresentata dal ponte, cioè una serie di corone protesiche unite tra loro (chiamate “travata”), sostenute dai denti adiacenti alla lacuna (chiamati “elementi pilastro”). Ovviamente i denti pilastro devono godere di buona salute perchè oltre al proprio carico masticatorio dovranno supportare quello del dente che è stato rimpiazzato.

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